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La sigla BARF ha due “Nazionalità”. La prima è americana: l’acronimo sta per Bones And Raw Food che letteralmente significa “ossa e cibo crudo”; la seconda nazionalità è tedesca, l’acronimo cambia leggermente in Biologisch Artgerechtes Rohes Futter, che in italiano sarebbe “cibo crudo biologico rispettoso della specie”. A ben vedere sono due espressioni leggermente diverse che esprimono di fatto lo stello concetto e che si rifanno al medesimo modello: l’alimentazione del lupo.
Un lupo selvatico si nutre di poche cose; la preda non è composta solo di carne ma anche rumine, interiora come fegato, reni e cuore e altro ancora come il grasso e leossa. La carne rende il lupo muscoloso, le ossa rinforzano lo scheletro e puliscono i denti, mentre le interiora forniscono le vitamine, i minerali e gli oligoelementi di cui esso ha bisogno. Il lupo completa il suo fabbisogno con piccoli frutti (bacche, per esempio), erbe aromatiche o medicinali.
Al momento nel mondo della BARF regna una grande confusione. Molti proprietari vorrebbero “comprare la BARF” per il proprio cane, convinti che sia un “pacchetto” da scongelare e pronto da mettere nella ciotola, ecco, questa non è la Barf.
La BARF è molto più bella, divertente, semplice, poco costosa e appagante di quanto sembra.
Il proprietario, nutrendo il cane con alimenti preparati in casa, sarà libero, non dovrà più dipendere dall’industria, saprà, inoltre, aiutare il proprio amico a 4 zampe nel caso di piccoli disturbi e lo imparerà a conoscere a fondo.